Salone del Libro di Torino - Tra i libri la mia "guida" speciale..

"Guidare" un non vedente nella bolgia del #SalTo 2018 è stata per me un'esperienza arricchente dal punto di vista umano prima e professionale poi.. Alla sua prima visita al Salone e avendo io il Pass Stampa, domenica 13 maggio ho guidato il Dr Stefano Manzi tra i tanti stand presenti, dando mio braccio, voce e vista per 7h più una per accompagnarlo al bus. Un conto è stato scrivere di accessibilità vedendola in altri per altri ciechi, altro è stato viverla io direttamente, cambia di molto la prospettiva e si impara oltre la teoria dei libri.. A passo lento che lui adeguava, gli descrivevo i nomi delle case editrici presenti, i tanti autori sia di genere economico sia generale, leggevo alcune trame, gli ho fatto esercitare il tatto sui rilievi delle copertine (autore, titolo, immagini), che io cercavo apposta.. E ancora, mettergli due libri in mano e chiedere quale fosse più leggero, fargli scorrere le dita in testi cartonati con pagine a soffietto per l'infanzia, nello stand dolciario ho preso una nocciola e lui l'ha scossa a orecchio per il rumore, poi guidato da me, gli ho fatto sentire a mano aperta tante nocciole in un vassoio.. E ancora, camminando vedo uno scaffale in legno con nomi di città intarsiati: mi avvicino e gli avvicino le mani per sentirne i contorni e l'effetto liscio /ruvido delle lettere, nel padiglione del Friuli-Venezia Giulia c'era un tavolone di legno e piccoli tronchi come sedie.. Seduti poi invertiamo i posti, così ho fatto sentire a Stefano la consistenza di uno dei tronchi d'albero posti a "piedi" del tavolo.. Gli ho descritto il noto "cilindro" dei libri e le azioni delle persone presenti, nello stand audio digitali ho chiesto a espositrice le cuffie per fargli sentire un audio-video, gli ho messo cuffie e audio partito.. Espositrice dopo qualche istante ha capito che Stefano non vedeva, ma tutto ok.. La mia voce calma e empatica in camminata si "spese" oltremodo descrivendo ogni cosa/persona che si muovesse! Allo stand musicale giriamo piano e spiego artisti presenti.. In zona rock, la preferita da Stefano, troviamo i Pink Floyd e propongo due scatti (li vedete in suo profilo e copertina), nel giro gli faccio sentire i contorni dei dischi in vinile con nome, la piastra di un giradischi vuoto e il braccio con la puntina.. Non gli è sembrato vero di trovare uno stand solo di musica! Camminare nella bolgia non è stato semplice, non tutti si scansavano e se non potevo proseguire, dicevo:"Facciamo defluire e riprendiamo".. Al punto ristoro, prendiamo gli hot dog, osservo Stefano togliere sicuro la banconota giusta e al ritiro del panino, l'addetto il suo me lo porge in un piattino, quindi.. Tenendo io in mano due panini, dico a Stefano:"Appoggia le mani su mie spalle, che mi avvicino a tavolino alto." La bottiglietta d'acqua che avevo per me l'ho data a lui, io avevo un succo d'arancia. Ho notato la sua abilità a manovrare l'iphone per illuminare e/o oscurare il display e applicare il Voiceover.. Massima attenzione da parte mia a gradini, dislivelli vari e scale mobili per salita/discesa in simultanea, qui Stefano prima sentiva la barra a scorrimento e allora dando io input con lo stesso piede, si saliva o scendeva su stesso gradino. Senza la mia guida, Stefano (accompagnato in auto da amico vedente) avrebbe sentito solo tanto caos indefinito e non capirci nulla.. La mia voce si è consumata per fargli apprezzare ogni angolo di quest'evento.. Non ho sentito stanchezza, anzi.. Quest'esperienza diretta arricchente nell'interiorità e professionalità vale più di tutte le giornate stesse del Salone, senza ridurne importanza, ci mancherebbe.. Ringrazio Stefano per aver apprezzato la mia guida, ogni tanto chiedevo:"Come sto andando?" E lui:"Benissimo direi". In quelle ore davvero istruttive per entrambi, sono stata la sua "luce" su tutto quanto vedevo, ponendomi in ascolto empatico e tono vocale tranquillo e braccio forte sempre sicuro.. Mai avevo "guidato" per tante ore un non vedente, ho imparato tantissimo a livello pratico e umano e ciò la teoria non l'insegna.. Si deve vivere l'accessibilità a supporto.. Da ciò e dal Salone trarro' sicuramente qualche articolo, che derivano da sperimentazione diretta, come altri da me scritti, tipo la cecità sperimentata dentro casa e software Nvda. Contenta di aver spiegato l'evento Salone e fatto apprezzare da Stefano, che aggiungo, è molto simpatico, di conversazione e con ascolto attento. Grazie. 
 
Privacy Policy