Vicolo cieco...anzi no! Inversione di marcia per nuove destinazioni.

08.05.2020 20:16

Le migliori testimonianze sulla disabilità visiva sono rese dalle persone che la vivono "sulla propria pelle" dalla nascita o acquisita e dai "caregiver" a supporto. Da oltre quattro anni, temi/eventi sulla cecità e disabilità visiva hanno preso il sopravvento sui miei aggiornamenti formativi in materia (una sorta di "specializzazione" non certificata su carta ma dall'esperienza diretta), fino a sperimentarla nella modalità "volontaria" per comprendere le difficoltà almeno in ambiente indoor. Tra gli aggiornamenti, includo proprio le letture ad hoc, che "divoro" in pochi giorni! Premessa doverosa per la recensione a firma al libro "La mia strada" dell'autrice non vedente Enrica Bosio. Leggo il piccolo testo (ma dal significato profondo) in appena due giorni, il caschetto sbarazzino dell'autrice mi "accoglie" con le iridi orientate alla finestra, ripensando a cos' hanno vissuto e come vivono tutt'ora, alcune rughe rivelatrici di esperienze e di lotte sociali... Per i non vedenti! Con uno stile linguistico semplice e discorsivo per narrare un evento organico dall'impatto psicoemotivo forte, l'autrice nei 15 capitoli rivela il suo "cambiare strada" dopo tanti anni di visione. Nella narrazione, l'autrice rende accessibile il proprio vissuto e allora... La famiglia, la cecità, il bastone bianco, il cane guida, le tecnologie e molto altro... All'inizio, si legge di una non facile accettazione della perdita graduale della vista, passata prima per l'ipovisione, mi è rimasta impressa una frase:"Vedere le scale come quelle disegnate dai bambini." Ogni pagina di ogni capitolo è una riflessione di vita, che ad un tratto arriva a un vicolo cieco ma, l'inversione di marcia comporta una riorganizzazione di sé, della vita sociale, dell'autonomia e della sensibilizzazione verso i temi della cecità unitamente a un background emotivo/esperienziale, quest'ultimo forgiante/forgiato sia per la persona non vedente sia per i vedenti a essa vicini. Ogni evento per il non vedente è una riorganizzazione continua, lo ricorda la Bosio in "quarta" di copertina e lo ricordo pure io con una frase che scrissi nel mio articolo sugli esperimenti di cecità volontaria:"La scontatezza diventa una parola di troppo, forse scomoda."


Dott.ssa Silvia Ferrari
Pedagogista, blogger e autrice per "Redazione Pedagogica

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