Viaggiare con…formazione? Crescita è la destinazione!

01.12.2017 20:43

  “SE UNO NON SA VERSO QUALE PORTO DIRIGERSI, OGNI VENTO E’ SBAGLIATO – SENECA -

Il viaggio è una delle metafore migliori per rappresentare un percorso di formazione: ci si prepara sia fisicamente sia mentalmente, si fa esperienza, si pensa e ripensa, si torna.

Edgar Morin ci regala l’espressione di “educazione ben fatta”, la necessità che la formazione abbia come obiettivo la costruzione “di teste ben fatte”, capaci di essere autonome nel pensare, di muoversi con competenza nel proprio campo professionale e che abbiano desiderio di acquisire nuovi saperi è di fondamentale importanza per ricercare la qualità educativa o aziendale.

Che cosa rende una formazione vera occasione di crescita?

La convinzione in primo luogo che il momento formativo sia una chiave per aprire nuovi porte, per guardare dietro il famoso specchio di Alice, per attraversarlo alla scoperta di nuovi orizzonti.

Sappiamo perfettamente che il momento storico-sociale e politico italiano oggi sia tristemente devastante ma anche con scarse risorse preoccuparsi dei bisogni dei professionisti che lavorano nei servizi educativi o delle risorse umane in azienda è testimonianza di attenzione e comprensione di una professionalità così delicata ed esposta a possibili difficoltà soprattutto nella sfera emotivo-relazionale.

Spazi e tempi per il processo formativo sono importanti, non servono sedi onerose e grandi costi per fare in modo che le persone coinvolte in un processo di formazione “si aprano” e vengano accolte e ascoltate.

All’interno dei percorsi di formazione i formatori hanno ovviamente un ruolo molto importante: queste figure possono aiutare il gruppo dei partecipanti ad andare alla ricerca di quelli che sono i reali bisogni, incamminarsi verso una consapevolezza dei propri punti di forza e criticità, ascoltare, individuare gli obiettivi e i desideri del singolo e del gruppo.

Il progetto di formazione che si può stendere, è un progetto che coniughi previsione e flessibilità, verifiche e valutazioni; è sulla base di spunti di riflessione che il formatore offre al gruppo la sua credibilità.

Inizialmente posto ai raggi x per capire se stia parlando solo su basi teoriche oppure se “le mani in pasta le ha messe” davvero, il formatore è una persona “chiave” per il miglioramento interno del servizio o azienda stessa.

Nei servizi interroghiamoci su quali rappresentazioni hanno insegnanti, dirigenti e famiglie riguardo l’educazione?

Nelle aziende quali sono le strategie formative efficaci per la formazione delle risorse umane aziendali su tematiche importanti come quelle comunicative?

Come si può gestire il rapporto tra docenti-alunni e famiglie? E tra azienda e cliente?

Vorrei terminare dicendo che sia nel settore educativo e sia nel settore aziendale, la formazione per i propri dipendenti è UN PERCORSO IMPORTANTE, poiché significa guadagnare in termini di competitività.

L’acquisizione delle competenze, colmare possibili lacune, valorizzare e scoprire talenti attraverso l’analisi del fabbisogno, la progettazione, la valutazione del processo e la revisione del processo formativo sono fondamentali per il “benessere a 360 gradi”.

Applicare l’arte della formazione fa vivere sensazioni quali la passione, il coinvolgimento emotivo anche personale del formatore stesso, perché formare è un’opportunità straordinaria: per crescere, per applicare nuovi modi di relazionarsi con il cliente e dare a noi nuove opportunità di scoperta.

 

Dott. ssa Costanza Gallina

Pedagogista e Formatrice

 

Bibliografia consigliata:

La testa ben fatta. Riforma dell'insegnamento e riforma del pensiero”, Edgar Morin, 1999, Raffaello Cortina Editore

Formare il professionista riflessivo. Per una nuova prospettiva della formazione e dell'apprendimento nelle professioniDonald A. Schön, Franco Angeli, 2016

La scala di corda. Strumenti per un giovane formatore, Pinnock Judith, Franco Angeli 2004

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