Educazione Cromo-Simbolica: tra analisi, riflessioni e cambiamento.

07.06.2017 20:00

Educare in bianco e nero o a colori?

Attraverso il Simbolismo dei Colori, l'Analisi Transazionale di Eric Berne e il contributo dei Goulding propongo una serie di riflessioni perchè è importante prendersi cura di sè per prendersi cura dei figli. Descrivo le dinamiche emotive/Cromo-Simboliche bianche e nere come premessa a una serie di modi educativi. Da una parte l'invito è di evitare tali modalità, dall'altra propongo di riflettere su se stessi e su come i vissuti relativi a ciò che è stata la propria educazione possano in qualche modo riflettersi nei propri comportamenti come un perpetuare ciò che non funziona. Solo accorgendoci di questo possiamo prenderci cura di noi stessi per poi poterci prendere cura dei figli, degli studenti, degli anziani o di altre persone in genere.

Il Bianco e la dipendenza

La nostra origine è la dipendenza, quando siamo stati concepiti, abbiamo avuto necessità del latte (bianco) del seno materno o comunque di cure e assistenza da parte di adulti. Un buono ed equilibrato attaccamento alle figure genitoriali è la base per uno svezzamento sereno. Scompensi nella dinamica di sviluppo dipendenza/svezzamento portano a ciò che si definiscono “dinamiche bianche” che comprendono dipendenza – passività – dimenticanze – confusione – bugie – sensi di colpa. Se da una parte il bianco rappresenta “l’unità” dei colori… d’altra parte evidenzia uno stato confusionale: non si vede chiaramente “cosa c’è sotto”! Rappresenta quindi bugie, falsità e la negazione implicita delle emozioni pure e libere. Se si dipende da qualcun altro emerge anche un atteggiamento passivo tipico di chi lascia che le cose accadano, tiene “tutto dentro” per il quieto vivere, ciò favorisce un processo di rimozione di ricordi dolorosi che si estende a dimenticanze generali e quindi ad un più ampio stato di confusione e distrazione. Dimenticare parti di realtà equivale a vivere nella bugia e nella falsità, se pensiamo per esempio a una barzelletta, ci accorgiamo che è sufficiente l’ultimo dettaglio per farci “rivedere” tutta la storia e ridere, quindi un singolo aspetto trascurato della realtà può portarci a delle convinzioni errate. Se si decide di fare qualcosa di diverso da ciò che è stato insegnato, si può sviluppare un senso di colpa nei confronti di chi “ci ha voluto bene” per paura di offenderlo, ferirlo o per timore di essere abbandonati.

Il Nero, l’aggressività e gli schemi rigidi

Il nero è un “non colore”. Infatti, i colori sono onde elettromagnetiche a diversa frequenza, ciò che appare nero in realtà è l’esito di una lettura del nostro sistema visivo di “assenza di segnale”. I materiali neri trattengono tutte le onde elettromagnetiche rappresentando simbolicamente il trattenere dentro tutta l’energia, intrappolandola totalmente come in uno schema rigido di riferimento anziché lasciarla fluire liberamente vivendo un’esperienza espressiva ricca e colorita. Questo “non colore” ricorda “l’uomo nero” che infonde paura e terrore. Emergeranno quindi paura e insicurezza legate all’aggressività e che spingeranno verso comportamenti anche violenti verso gli altri o verso di sé. Tipici di quest’alterazione sono i pensieri negativi che agiscono sulla mente favorendo anche l’instaurarsi di schemi rigidi di comportamento e di pensiero che se non gestiti portano alla paura tipicamente regolata e mascherata con l’aggressività. Per vivere liberamente le emozioni in modo positivo e costruttivo è necessario guardare in faccia la realtà” accettando ciò che è stato e ciò che è, infatti, l’accettazione è alla base del cambiamento e della crescita interiore.

Spunti di riflessione

Propongo di seguito alcuni spunti di riflessione relativi a messaggi bianco/neri genitoriali (ispirato alle ingiunzioni/controingiunzioni dei Goulding) che minano lo sviluppo di una sana personalità.

Iperprotezione: non far questo, non far quello, non… fino ad insinuare dubbi su ogni possibile azione ed il bambino si chiederà se non sia meglio pensarci ancora un po’… si tratta di uno sbilanciamento a favore della dipendenza nella dinamica di sviluppo verso lo svezzamento favorendo i processi bianchi.

Distacco emotivo: favorito dalla mancanza di carezze, contatto fisico e trasporto emotivo e contestuale presenza di educazione rigida per cui il bambino si chiuderà in sé stesso in un mix di dinamiche bianche e nere convergenti nel grigio che rappresenta il distacco emotivo e la freddezza nei rapporti evitando l’intimità.

Il lavoro di papà è più importante: “non disturbare, che sta lavorando”; quando tutto viene prima del bambino egli riceve un messaggio di valere poco e rischia di perdere l’autostima (rappresentata dal colore verde) imparando che le cose materiali sono ben più importanti (piaceri e consapevolezza materiale rappresentati dal colore ciano) di quelle emotive (blu). L’attenzione sbilanciata verso la materialità favorisce i processi di dipendenza bianchi.

Controlla tua sorellina: attribuire responsabilità da adulti a un bambino significa fargli saltare una fase di sviluppo che invece è alla base per una crescita interiore sana e continua.

Il piccolo di casa o la figlia protetta: uno stimolo a mantenere il figlio in uno stato di sviluppo evitandone la crescita, come un padre che impedisce ad una figlia di fare le cose che fanno altre amiche o una madre che vuole coccolare il figlio cresciuto allo stesso modo di quando era piccolo. Il figlio a questo punto può sviluppare un forte senso di dipendenza restando passivo e vivendo soprattutto in casa o ribellarsi fuggendo dalle mura domestiche ma cercando all’esterno nuove coccole e protezioni sull’onda delle dinamiche di dipendenza bianche se entrambi i genitori mandano lo stesso messaggio, se invece è presente, anche un messaggio di rigidità potrebbe far emergere aspetti delle dinamiche bianche più riferiti alle bugie convergendo verso la manipolazione e l’inganno degli altri o di se stessi.

Scoraggiare il successo: quando “l’allievo supera il maestro”, ovvero un genitore insicuro si allontana dal figlio se si accorge che sta diventando più bravo di lui in qualcosa e il figlio dovrà scegliere fra “l’amore” genitoriale o la crescita personale. Raggiungere il successo in termini di risultati (rappresentato dal colore marrone) significa potersi esprimere liberamente in termini di passione emotivo relazionale (rosso) e materiale (magenta).

Mio figlio da grande…: la programmazione del futuro del figlio implica la non accettazione della vera essenza di un essere vivente e della sua libertà e creatività (rappresentata dal colore giallo)

Ti considero se stai male: immersi e passivi nel vortice della frenesia materiale il genitore rischia di portare l’attenzione al figlio solo quando sta male incoraggiando il malessere sia fisico che psicologico.

Il mondo fuori è tutto brutto: continue accentuazioni da parte dei genitori di ciò che non va nelle persone e nei gruppi che il figlio frequenta ostacolando lo sviluppo di un senso di appartenenza e fiducia verso gli altri (rappresentata dal colore arancione) a favore di un distacco emotivo/sociale (grigio).

Domande per riflettere

La prima fase di un programma di crescita interiore è l’accettazione di quanto è stato ed è.

Ci si può chiedere:

1) Cosa di tutto ciò mi è stato fatto (consapevolezza - blu e ciano)?

2) In che modo io faccio a me stesso o ad altri ciò che mi è stato fatto (riflessi comportamentali e di atteggiamento verso sè stessi / verde e verso gli altri / arancione-rosso)?

3) Qual è la priorità di cambiamento (colore viola)?

La terza domanda evidenzia una predisposizione al cambiamento… senza ancora cambiare, solo prepararsi… per evitare ansia e poter “guardare a fondo”; il cambiamento avrà inizio in modo spontaneo quando si sarà pronti e magari con modalità inaspettate.

Invito ad andare oltre alla dinamica bianca ("bugie")

Cari genitori, dopo aver seguito e aiutato tanti di voi a stare bene con voi stessi per star bene con i vostri figli e aiutarli nelle loro difficoltà, invito a riflettere sul fatto che i figli sono essere viventi con dei sentimenti e che è importante per il loro benessere essere sinceri e fare le cose col cuore e per loro, non per immagine sociale. Altrettanto importante è, alla presenza di più figli, offrire sostegno, amore e attenzione a tutti in modo equilibrato. Se si ha difficoltà a esporsi con i figli, è opportuno chiedere aiuto per imparare a creare un clima sereno e stabile in famiglia e a comunicare in modo positivo. I vissuti e le esperienze infantili ci segnano offrendoci un buon o cattivo terreno di base su cui crescere. Le esperienze di vita familiare sono quelle più importanti e che possono dare origine a stabilità e sicurezza di sé o traumatizzare e inibire le capacità personali. La confusione che può essere creata in un bambino/a a seguito di continue e palesi “bugie” e distorsioni della realtà è solo il primo passo verso un possibile trauma. Credete che i bambini non siano capaci di accorgersi delle bugie? Esiste un linguaggio non verbale, cioè quello del corpo, che è stato studiato abbondantemente ed esistono a riguardo delle tecniche psicologiche tipiche della PNL. Questo linguaggio è già perfettamente conosciuto dai bambini a livello spontaneo che colgono tutti i segnali: dal movimento degli occhi, alle varie espressioni facciali, al paraverbale ovvero le intonazioni della voce, alla postura ecc. Che cosa succede nella mente di un bambino quando c’è incongruenza di messaggio, in altre parole fra ciò che è detto e ciò che è la verità? I bambini per natura tendono a voler bene ai genitori e perciò desiderano anche credere alle loro parole per mantenere integra la figura genitoriale di riferimento, questo succede anche quando avvertono e sanno nel loro io più profondo di una determinata cosa non corrisponde a realtà. Il ripetersi quotidiano e negli anni di questo processo richiede che il bambino, per vivere in quest’ambiente, metta da parte se stesso, il suo io e le sue capacità perdendo l’autostima ed entrando in uno stato confusionale ricco d’incertezze, dubbi e paure. Nel tempo queste forme di disagio, se non s’interviene in modo opportuno, possono acutizzarsi ed evolvere in turbe psichiche, con difficoltà di concentrazione, di prendere decisioni fino ad arrivare anche a disturbi di personalità gravi come bipolarismo, schizofrenia ecc. Può anche succedere che per essere accettato il figlio acquisisca come eredità il modo d’essere dei genitori e continui lui stesso poi con i suoi figli la strada della menzogna, è un’espressione pure di rivalsa. In alternativa il figlio può decidere di discostarsi da questa modalità di vita falsa e la conseguenza inevitabile è lo scontro, l’allontanamento e l’abbandono fatto in modo “mascherato” , con attenzione all’immagine sociale e quindi con grandi gesti materiali “belli” agli occhi degli estranei, ma vere e proprie trappole psicologiche per il figlio che deve essere in qualche modo punito per aver cercato di far emergere “quelle verità”. Questi meccanismi avvengono soprattutto a livello inconscio, per questo è importante avere la volontà di guardarsi dentro sul serio. Continuando, così come accade, comunque a voler bene a quei genitori che possono anche essere rimasti coerenti e costanti nel dire sempre le stesse bugie si provoca una sofferenza forte e dolorosa in un vissuto conflittuale fra affetto e voglia di verità/chiarezza. Può allora sembrare, apparentemente in questi casi, che le bugie dei genitori non siano legate ai disturbi del figlio. Si pensa che sia il figlio ad avere un problema e a deresponsabilizzarsi. Non sempre è così, la maggior parte dei problemi ha origine proprio nel nucleo familiare di appartenenza.

Chi trae vantaggio dalle bugie?  Forse i genitori che non hanno dovuto affrontare il peso della verità scottante? E poi? Quale peso dover supportare riferito a un figlio che sta male? Forse ha tratto vantaggio dalla bugia il figlio che non ha dovuto soffrire per la scomoda verità? E poi? Quanto ha sofferto dopo con tutta la confusione in testa e i disturbi di personalità? E ogni bugia per essere sostenuta richiede altre bugie. E spesso questa serie di bugie è resa più credibile da un contorno ampio e ricco di grandi e verificabili verità atte a convincere, per effetto alone, che tutto sia vero. Immagini sociali e bugie sono un connubio letale per l’autostima dei figli e per il loro equilibrio psicofisico. Vivere nella semplicità interiore è la cosa migliore che si possa fare.

Analisi Transazionale - Fasi del cambiamento

e “La teoria della Piramide Cromo-Emotiva”

Partendo dalle mie conoscenze dell’Analisi Transazionale e dei vari modelli teorici del cambiamento ho ideato la Piramide Cromo-Emotiva (Saverio Caffarelli, La Cromo-Terapia Simbolica e il potere del doppio trio di fondamentali. 2015. Ed. medicalinformation.it) seguendo le frequenze dei colori e ispirandomi al principio base sui colori numero 7 ovvero: “Le dinamiche descritte dall’interazione dei colori sono metafora di ciò che sono le dinamiche emotive e i rapporti fra emozioni, azioni, pensieri e sentimenti”. Spesso nei libri che parlano dei colori, ho trovato errori “strani” come considerare il giallo un colore freddo… questo mi fa riflettere e invito a vivere questo libro come un punto di partenza e a essere flessibili nel suo utilizzo. Agli inizi cercavo di porre il marrone nella piramide, ma non ero sicuro della posizione; ritenevo che comunque potesse andare abbastanza bene dove l’avevo inserito: prima del rosso.  Se l’interazione dei colori riflette l’interazione fra le parti dell’essere umano, allora la posizione di ogni colore diviene molto importante. Spostando il marrone oltre il rosso infatti, il significato cambia totalmente: essendo esso costituito da tre colori fondamentali mischiati in parti uguali è chiaro che prima ci deve essere un buon equilibrio dei colori fondamentali e delle interazioni a coppia fra essi, solo dopo ci può essere un “buon marrone” e cioè un “buon risultato pratico”. Seguendo l’ordine delle fasi suggerite nei vari modelli teorici di cambiamento si riscontra una perfetta sovrapposizione fra esse e il significato psicologico dei colori nell’ordine crescente di lunghezza d’onda e de-crescente di frequenza (dal viola con più alta frequenza e minor lunghezza d’onda al rosso con frequenza inferiore ma con più alta lunghezza d’onda); nell’immagine che segue sintetizzo le fasi del cambiamento come proposte nel modello transteorico di Prochaska e Di Clemente evidenziando il parallelismo con il significato dei colori e con i tre “stati dell’io” dell’Analisi Transazionale.

Caratteristica fondamentale dei colori, così come per qualsiasi altro simbolo, è “la regola delle opposizioni”, secondo la quale una stessa tonalità può avere valenze opposte, positive o negative, di luce o di ombra, secondo l’ambito della situazione psichica in cui essa è inserita: personalmente ritengo che questa modalità interpretativa crei confusione, ambivalenza e non permetta un uso coerente dei colori e del loro significato. Si può ovviare a tale confusione grazie alla distinzione che propongo nel mio libro (scorrere la bibliografia a margine) fra le dinamiche emotive bianche e quelle nere e il principio base secondo cui i colori hanno sempre valenza positiva e che eventuali contaminazioni/distorsioni derivano dall’interferenza del bianco e del nero, in altre parole dalle dinamiche emotive che essi rappresentano fra passività e aggressività. Ho apportato altra chiarezza distinguendo fra i colori fondamentali della luce e quelli della materia postulando che l’interazione fra i colori rappresenta osso) rappresenta l’area emozionale, femminile, creativa, relazionale… mentre i fondamentali della materia (ciano, giallo, magenta) riguardano l’area razionale, materiale, pratica, maschile, concreta… con differenze conseguenti notevoli; per esempio dal blu “Volontà” (luce) al ciano “desiderio” (materia) c’è una grande differenza, anche se entrambi concernono l’area della consapevolezza di sé. Queste differenziazioni consentono di “reinterpretare a colori” il modello dell’Analisi Transazionale che a un livello più approfondito non parla solo di GAB (Genitore – Adulto – Bambino) ma anche di Genitore Affettivo e Genitore Normativo o Critico e qui entra in gioco l’interferenza delle dinamiche nere.

Per essere “attori” e “registi” della propria vita. (Erving Goffman docet)

Dr. Saverio Caffarelli

Psicologo/Psicoterapeuta

Psicoterapia on-linehttps://psicologiasaveriocaffarelli.it/psiconline.html

 www.psicologiasaveriocaffarelli.it

Approfondimenti sul Simbolismo dei colori nel gruppo Facebook “Symbollein” di Saverio Caffarelli 

 https://www.facebook.com/groups/1070339576378693/

 

Bibliografia tematica collegata all’argomento:

Erving Goffman, “La vita quotidiana come rappresentazione”, Ed. Il Mulino, 1997

Peresson Luigi, “L'immagine mentale in psicoterapia

Assagioli Roberto, “Principi e metodi della psicosintesi terapeutica”

Desoille Robert, “Teoria e pratica del sogno da svegli guidato

M. Di Renzo, “Presentazione, in Colori” I. Riedel, Edizioni Scientifiche Magi, 2001

M. Di Renzo, “Il colore vissuto”, Edizioni scientifiche Magi, Roma, 1998

M. Di Renzo, C. Widmann, “La psicologia del colore”, Edizioni scientifiche Magi, Roma, 2005

C. Widmann, “Il simbolismo dei colori”, Edizioni scientifiche Magi, Roma, 2000

J. W. Goethe [1808], “La teoria dei colori”, Il saggiatore, Milano, 1981

M. Lüscher, “Il test clinico dei colori”, Piovan, Abano Terme, 1993

Eric Berne, “Ciao!...E poi?”, Ed.Tascabili Bompiani RCS, 2000

Goulding M., Goulding L., “Il cambiamento di vita nella terapia ridecisionale” 1983. Astrolabio

S. Caffarelli, “La Cromo-Terapia Simbolica e il potere del doppio trio dei fondamentali” Medicalinformation.it, 2015

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