Destinazione Maternità: percorsi di vita tra solitudine e rinascita interiore.

01.06.2017 20:35

La scelta di avere un figlio e la condivisione in due di un “viaggio” verso una nuova vita è l’inizio di un percorso che non sempre è in discesa e dipendente da molteplici variabili insite nella coppia. L’imperfezione educante partente dal primo romanzo “Padri imperfetti si ritrova anche nel secondo romanzo pedagogico “Mai più sole del collega educatore Alessandro Curti, qui incentrato sul versante materno, il titolo alla recensione è stato quasi automatico. Le quattro donne protagoniste diverse per temperamento, carattere, vissuti familiari e di coppia confluiscono verso una destinazione comune, la maternità, tanto che, l’incipit è identico nelle storie:”Sono incinta”. Anche in questo romanzo, l’autore trasferisce la sua pluriennale esperienza educativa in Andrea che, nel servizio sperimentale di uno spazio sociale per l’infanzia, fa convergere Sylvia, Florjana, Giorgia ed Erika, ciascuna con un percorso fatto di scelte coraggiose e difficili, da cui ricostruire se stesse. Le vicissitudini delle protagoniste sono reali, nel senso che, tra le righe si ritrovano “spaccati” di situazioni attuali: Sylvia è una manager dalla carriera impegnata, che troverà la forza di accompagnare la figlia allo spazio sociale, andando fuori agenda; dopo diversi aborti preceduti da endometriosi, Erika arriva a “destinazione” con un cesareo d’urgenza parzialmente felice, ma avrà la forza di dare una seconda possibilità al suo compagno dopo un tradimento, Florjana è una giovane albanese che giunta in Italia col miraggio di una vita felice, si ritrova sulla strada: un dramma che la segnerà profondamente, pur denunciando l’uomo che l’ha traviata, faticherà non poco a recuperare la sua dignità di donna; Giorgia è alla sua seconda maternità ma, la sua serenità vacilla per il timore che il secondo figlio “ripresenti” l’autismo come alla primogenita Elisa. I personaggi hanno nomi di fantasia ma quanto vivono e sperimentano è più che reale: la carriera, la maternità, la presenza/assenza di un compagno, aborti, l’intervento educativo di rete sono situazioni attuali che ogni donna nel contesto coppia o può vivere. Eventi fisici ed emozionali nei quali l’educatore Andrea entra in punta di piedi con tutta la delicatezza e competenza proprie del suo “modus operandi ma che, per dissipare la “matassa” della solitudine, deve vincere la diffidenza di queste donne ad affidarsi a un educatore maschile e ci riesce dopo un lungo lavoro di ascolto. Sylvia, Florjana, Giorgia ed Erika già per il fatto di raccontare all’educatore la propria sfera più intima ed emozionale hanno intrapreso il “cammino” di ricostruzione interiore con l’obiettivo di cambiare l’esistenza, una resilienza che devono per se stesse e per i figli. La maternità è la “destinazione finale del “viaggio” di una cellula che si moltiplica mese dopo mese - una cellula in cui confluiscono le due essenze della coppia che, proprio per questo, devono affrontare unite un percorso fatto sia di dubbi, incertezze, aspettative verso nuovi ruoli di responsabilità e sia di fiducia verso un eventuale intervento di rete, per es.: dell’educatore, qualora quell’unità familiare venga meno. Come il precedente, anche questo romanzo pedagogico ha il pregio di narrare eventi ed emozioni reali, momenti nei quali accanto alla sicurezza iniziale può subentrare il timore di non farcela, di essere impreparate, perché si ha paura di dover affrontare da sole la maternità o gli eventi a essa collegati. Porto anche qui un piccolo “spaccato” di vita personale: nei 9 mesi di gravidanza che portarono alla mia nascita, mia madre (che già lavorava come infermiera pediatrica) mi raccontò che, essendo la prima, rimase alcuni mesi a letto e delegò a mio padre (anche lui infermiere ma in geriatria) il disbrigo delle incombenze in casa: spese, cucinare, commissioni varie. Quel quadro di vita mi mostrò che nell’attesa della mia nascita, i miei futuri genitori erano uniti in compiti e responsabilità e mia madre affrontò quei 9 mesi in serenità fino al momento del parto: per la cronaca, sono nata dopo circa 14h di travaglio… La sua solitudine arrivò diversi anni dopo… Questi romanzi “partoriti” dalla fantasia dell’autore aiutano a comprendere il lavoro educativo e il suo non facile intervento a beneficio dell’utenza, dove il non facile si riferisce alla variabilità delle dinamiche familiari “rivestitedi emozioni vissute da ambo le parti.

 Dr.ssa Silvia Ferrari

Pedagogista teorica, Blogger educativa.

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