LA CURA pedagogica di Franco Battiato: carpe diem, per arrivare all’essenza interiore.

02.12.2015 19:30

Il mio primo ascolto della musica di Franco Battiato fu all’età di vent’anni: in una mitica musicassetta era inciso il concerto live Giubbe Rosse” con i maggiori successi. Mi piacquero subito le sonorità presenti e mixate, la voce calma del cantautore catanese, il cui percorso musicale negli anni ha “toccato” vari generi, oltre a essere stato contaminato da elementi filosofici, come ad esempio l’esoterismo e la teoretica filosofica. A distanza di molti anni, ho deciso di scrivere un articolo pedagogico, analizzando in senso esteso i messaggi educativi presenti in una tra le tante e più belle canzoni del vasto repertorio battiatano (aggettivo coniato da me in stesura): La Cura.

La Cura” è una composizione del maestro Battiato e del filosofo Manlio Sgalambro (anch’egli siciliano) inclusa nell’album “L’Imboscata del 1996, la definirei una ballad romantica di parole e musica: ad una prima lettura è una dichiarazione d’amore ma, al mio ascolto più recente in radio notai che, i messaggi in essa inclusi hanno un valore universale rientranti sia nella sfera dei legami familiari sia nell’operato pedagogico di aiuto/supporto al disagio psico-fisico dell’essere in quanto persona e dell’essenza individuale (anima).

L’Imboscata” - Il titolo dell’album racchiude in sé una metafora: cogliere di sorpresa gli ascoltatori con elementi unici e originali, trattando temi semplici inerenti all’esistenza, al mondo emozionale/interiore che si riversa nei comportamenti esteriori delle interazioni  sociali. Non a caso la copertina stessa dell’album raffigura Napoleone che prepara proprio un’imboscata incitando la truppa.

----> Vediamo quindi, quali sono i messaggi educativi dal valore universale, che “richiamano” non solo a un legame familiare ma anche a un rapporto tra professionalità pedagogiche e utenza.

 

La Cura Analisi: è una parola delicata, piccola per numero di caratteri ma grande nei vari significati che porta con sé, applicata in differenti situazioni/ambiti di studio e in locuzioni abituali, es. “prenditi cura di lei.” La cura è una categoria pedagogica, un “fondamentale” delle scienze umane e mediche, che richiama a un atteggiamento di protezione, empatia, sensibilità verso l’altro. Aver cura di qualcuno, significa prodigarsi per ridurre al massimo il disagio interiore, favorendo con l’accudimento delle necessità (più dell’anima che materiali), una sorta di attaccamento emotivo, un “filo” invisibile capace di fare rete sia in famiglia che fuori.  Ho suddiviso la ballad in strofe.

 

1) Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,

dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.

Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,

dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.

Analisi: il senso di cura e protezione verso l’altro (sia in ambito di coppia sia educativo) si riscontra già in questa prima strofa. Il percorso evolutivo di ogni individuo passa anche attraverso eventi “marcatori” che, seppur non piacevoli, “plasmano” anima e mente di chi li vive. <Paure, ipocondrie, turbamenti, ingiustizie, inganni, fallimenti> richiamano a un atteggiamento di disagio sia vissuto in prima persona che procurato da eventi esterni (del tuo tempo). Gli eventi oltre alla funzione “plasmatrice” segnano una fase di transizione da un periodo di vita all’altro risolvibile con l’aiuto altrui attraverso il dialogo empatico e l’ascolto non giudicante. <Fallimenti che per tua natura normalmente attirerai>, chi non ne ha vissuto? Ogni azione svolta nel quotidiano ha in sé un potenziale “indice” di fallimento per una serie di variabili dipendenti anche dalla sfera caratteriale e di personalità, il noto <coinvolgimento emotivo>, che non poco determina la riuscita o meno. L’evento-atteggiamento dipende in un certo senso da un sì o no: sono le nostre decisioni a determinare il corso di una situazione. Morale: il raggiungimento di un obiettivo dipende unicamente da noi stessi e dagli stati d’animo del momento che, pur negativi, creano esperienza cercando una soluzione da soli o col sostegno di un “Caregiver (genitore, coniuge, fratello/sorella, amico/a, professionista psico/pedagogico e in senso lato, un centro di ascolto).

 

2) Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,

dalle ossessioni delle tue manie.

Supererò le correnti gravitazionali,

lo spazio e la luce per non farti invecchiare.

Analisi: La vita nel dipanarsi dell’evoluzione individuale incontra una serie di eventi marcatori, i noti “banchi di prova” che, al loro interno, portano una criticità dovuta al modo di vivere una situazione, allo stato d’animo del soggetto, cioè al “carico” emotivo. I <dolori> sono “tracce” non solo dell’apparenza fisica (farsi male svolgendo qualcosa) ma anche della mente che, poiché invisibile a occhio esterno, fa da contenitore alle “ferite” dell’anima, non sapendo se e quanto tempo ci vorrà per elaborarle… Pensiamo ad esempio, alla separazione coniugale: un percorso di vita che bruscamente s’interrompe, determinando un “crollo” psichico, la cui resilienza richiederà sforzo e tempo. Dai tuoi <sbalzi d’umore> per natura repentini e momentanei, che cambiano al variare dell’evento e possono dirsi normali nel quotidiano. <Dalle ossessioni delle tue manie>, quanti di noi hanno un’innocente ripetizione di qualcosa che, giacché abitudine consolidata, è difficile da sradicare, per esempio: controllare la chiusura del gas una o più volte prima di uscire/dormire, indossare uno stesso capo/ornamento. L’ossessione di una mania: il pensiero di un’azione ripetitiva che fa star bene o crea disagio, senza volerlo, genera un’ossessione. Poi ci sono azioni molto maniache in senso estremo che sottendono a difficoltà soggettivo/relazionali (pulizia casa, eccesso d’ordine), nascondendo profondi disagi emozionali difficili (ma non impossibili) da dipanare. Superare le correnti gravitazionali: ogni evento che si presenta nello spazio/tempo durante l’esistenza, si cercherà di superarlo anche andando contro ogni corrente (non solo in senso aereo o marino).

 

3) E guarirai da tutte le malattie,

perché sei un essere speciale,

ed io, avrò cura di te.

Analisi: l’evento critico della malattia (sia fisica che mentale) debilita corpo e mente, arrivando a minare anche l’unità affettiva – familiare, se di notevole impatto. Le malattie corporee sono visibili e gestibili, quelle psichiche essendo invisibili, richiedono impegno e tanto tempo per il recupero, proprio perché non vedendole (se non riversate nelle azioni esterne), non è semplice dire quando subentra la guarigione. Porto un esempio - i media purtroppo molto spesso riportano casi di donne che subiscono violenza… il “lavoro” che maggiormente richiede estrema sensibilità, empatia e non giudizio è la guarigione mentale: le parole “forti” e assorbite diventano come delle “etichette” difficili da togliere e idem dicasi per l’infanzia maltrattata. Chi si prodiga in aiuto di queste persone, deve usare tatto, delicatezza e ascolto: la condivisione di uno stato emotivamente e/o fisicamente fragile è solo il primo “tassello” verso la Resilienza vera e propria. Ogni persona che vive un disagio è unica e speciale, dove per speciale intendo la sua unicità e originalità, da rispettare per favorire con Cura un graduale recupero.

 

4) Vagavo per i campi del Tennessee

(come vi ero arrivato, chissà).

Non hai fiori bianchi per me?

Più veloci di aquile i miei sogni

Attraversano il mare.

Analisi: il vagare per campi immensi e chiedersi, “come vi ero arrivato, chissà”, denota una ricerca di qualcosa o qualcuno d’importante per cui valga la pena di sognare… Che porti con sé fiori bianchi, chiaro simbolo di purezza d’animo e d’intenti. Nella strofa a seguire, si comprende che il vagare iniziale è uno dei tanti sogni, un “viaggiare” nel cielo della mente più veloce del volo d’aquila. I sogni che tutti facciamo, non solo dormendo, sono ipotetici progetti da realizzare (anche con sacrificio): pensiamo al lavoro, allo studio, alla creazione di una famiglia. I sogni: idee personali che nella mente sono già chiare, ma nel reale si attuano gradualmente.

 

5) * Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.

Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.

Analisi: Sono state queste due righe a “catturarmi” per la stesura dell’articolo (ecco il perché dell’asterisco). Silenzio, pazienza, percorrere le vie (sfumature dell’educazione), essenza: parole specifiche del “bagaglio” di un educatore, pedagogista e di chiunque si occupi dell’altrui disagio. Andiamo con ordine:

* Silenzio – componente immateriale e “fortemente” presente nelle micro e macro interazioni sociali. In un ambiente dialogico e non, il silenzio permette meditazione, concentrazione, empatia, ascolto, attenzione, riflessione, raccoglimento interiore, condivisione emotiva di un evento ma è anche una forma di protesta verso qualcuno/qualcosa che non merita alcuna parola (in base alla situazione, s’intende)… Non a caso, sono noti due proverbi: “Il silenzio è d’oro”, “Chi tace, acconsente”. Sia in ambito familiare nei legami personali che professionale, il silenzio “comunica” più di quanto serva, è un comportamento non verbale “carico” di significato, che dipende dall’evento in essere in un dato momento. In un intervento educativo il silenzio si palesa nell’ascolto verso l’utente, che racconta il disagio esistenziale e/o problematiche varie attinenti il suo vivere. Al silenzio partecipato sia nel lavoro pedagogico che non, interviene anche una qualità caratteriale che ben si “sposa” con la predisposizione all’ascolto dell’altro (non solo nel disagio), sto parlando della pazienza.

* Pazienza - qualità interiore presente naturalmente in quei caratteri ben predisposti con la mitezza a condividere il “cammino” di recupero e ascolto dell’altro, senza fretta. Tra <le vie che portano all’essenza> la pazienza e il silenzio sono “tratti” che vanno a braccio nell’approccio empatico: ascoltando l’utente si arriva a cogliere la sua essenza più autentica, in quanto, il raccontare se stessi, è una forma di cura che scava nel “tunnel” del disagio per arrivare alla “luce”.

 

6) I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,

la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.

Tesserò i tuoi capelli come trame di  un canto.

Analisi: una strofa che esprime la profondità del sentimento d’amore. I profumi citati che inebriano hanno un duplice significato: riguardano l’Essenza del cuore che trasmette oltre all’amore un bisogno di vicinanza e prendersi cura dell’altro/a (compagno/a di vita) e perché no, l’essenza di un profumo sulla pelle o della pelle stessa. La bonaccia d’agosto mi fa pensare alla calma dei periodi di riposo (le note ferie), che permettono un riavvicinarsi psico-fisico dedicandolo a recuperare l’intesa di coppia. <Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto>, quasi come un’arpa che, sfiorando le mani tra le corde, libera l’armonia nell’aria per arrivare a una serenità d’animo.

 

7) Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.

Analisi: donare = condivisione e trasmissione di valori e conoscenze da un individuo all’altro, es. da adulto a bambino o tra adulti. Pensando a un rapporto tra Educatore e Educando/Utente, qui non si parla tanto delle leggi in senso giuridico tra codici e razionalità (“fredde” e senza traccia di emozioni) ma delle leggi del cuore. Le leggi del cuore sono non scritte e derivano dall’interiorità, dalla nostra educazione e non si trovano espresse in codici. Chi supportando con la parola e l’ascolto (professionisti socio/psico/educativi, genitori) trasmette valori di qualità come il buon senso, il rispetto, la morale, la fiducia, l’empatia, senso di cura e protezione a un individuo in crescita, gli sta preparando un “bagaglio” col quale potrà entrare in sintonia col mondo, creando sane interazioni sociali in ambito personale e professionale.

 

8) Supererò le correnti gravitazionali,

lo spazio e la luce per non farti invecchiare.

 Analisi: Superare le correnti gravitazionali, ogni evento che si presenta nello spazio/tempo durante l’esistenza, si cercherà di superarlo anche andando contro ogni corrente (non solo in senso aereo o marino).

 

9) Ti salverò da ogni malinconia,

perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…

io sì, che avrò cura di te.

 Analisi: ogni esistenza individuale nel suo percorso evolutivo anche davanti a eventi non positivi e spiacevoli può vivere uno stato di profonda malinconia, un atteggiamento che, per chi lo vive, mina le interazioni sociali e la prospettiva di riuscire a costruire una vita serena. La malinconia può essere transitoria o permeare un arco spazio/temporale in parte lungo, non sempre l’utente in tale stato si “apre” a una qualsiasi forma di supporto. Perché ciò avvenga, il primo passo è conquistarsi la sua fiducia, dimostrandogli sensibilità e partecipazione emotiva, che siamo coniugi, amici, genitori, esperti. Nell’aiuto altrui, la nostra essenza individuale è data non tanto da studi (anch’essi importanti e forgianti la professionalità) quanto dal carattere predisposto all’approccio empatico verso gli utenti che chiedono il nostro supporto: avere Cura di queste persone speciali non può che portare a un “arricchimento” interiore reciproco tra Educatore e Educando (utente).

 

* La “bontà compositiva ed emozionale di questa ballad riscuote notevole seguito anche sulla piattaforma You Tube, con le visualizzazioni del videoclip che superano i quattro milioni.  L’adagio melodico è visibile fin dalle prime immagini: il maestro Battiato cammina a passo cadenzato per le strade, come a “dosare” ogni parola e sensazione con Cura e senza fretta.

 

Dott. ssa Silvia Ferrari

Pedagogista teorica e blogger educativa

 

* Per concludere l'articolo, rimando al link diretto del video di questa splendida canzone:

www.youtube.com/watch?v=cLJp-YJeuzc  Franco Battiato - La Cura

 

 

 

 

 

 

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